100 anni di scoutismo con Mariangela Botta

Intervista

Il 12 gennaio abbiamo avuto il piacere e la fortuna di intervistare Maria Angela Botta, esperta ed appassionata di roverismo.

 

-Perché è tanto legata al roverismo? Cosa le piace?

Il roverismo è un metodo, un insieme di esperienze e valori degli adolescenti nel mentre che si costruiscono la propria autonomia, scelgono le proprie scelte. Tutto questo è garantito dalla presenza di un adulto, che ha già affrontato queste situazioni.

I giovani sono i protagonisti. Si impara ad essere responsabili, come si vuole o non si vuole essere. Questo percorso viene affrontato da ragazzi e ragazze, insieme, a pari metodi, opportunità e valori, non si fanno differenze.

In ‘’compagnia’’ si impara, con democrazia, a proporre e rianalizzare le proprie idee, tenendo conto di quelle altrui.

-Quando ha iniziato lo scautismo?

Ho cominciato a 14 anni, esattamente 50 anni fa. All’epoca c’era l’urgenza di fare da capo, infatti c’era una mancanza di capi scout, così sono andata subito a fare campi scuola e a 14 anni ero già vice-capo. La competenza insieme ai valori mi hanno aiutato tanto anche nella vita dei tutti i giorni.

Alla fine gli scout sono diventati una seconda famiglia.

-Cosa l’ha appassionata e l’ha spinta a continuare?

I valori e le relazioni che si costruiscono con i ragazzi, la possibilità di aiutarli, delle volte posso capirli per ciò che ho passato anche io. E’ un sogno.

Anche creare rapporti stretti, si vanno ad abbattere le barriere d’età.

-Quali sono gli aspetti positivi e negativi dello scautismo?

Gli aspetti positivi ne ho detti in grandi quantità precedentemente, ma se dovessi dirli a una persona che non pratica scout direi che abbiamo dei valori forti,vogliamo far vivere ai ragazzi degli obiettivi, un mondo migliore, con giustizia ed uguaglianza, basta pensare al metodo di educazione che abbiamo, i ragazzi e le ragazze hanno pari metodi e valori.

Quelli negativi invece posso dire che ogni tanto i giochi non vengono fatti correttamente, con essi bisogna educare non fare solo avventura, , delle volte non si bada all’educazione. La voglia di perfezionismo la nasconde.

­-Cosa ne pensa dei pregiudizi riguardanti lo scautismo?

 Pregiudizi… Molto spesso si combattono male, lo scout deve stare attento a non creare il pregiudizio. Ovviamente si troverà sempre la persona che fa la battutina, che lo prende in giro, ma la cosa che posso consigliare è: non ignorare la persona in questione, ma cercare di spiegargli cosa si fa a scout. Infatti mi ricordo che quando ero all’università, c’erano delle persone che mi facevano la battutina, dopo un po’ che andavano avanti gli ho spiegato quello che facevo a scout. Dopo qualche hanno, quelle persone mi hanno chiamato per far iscrivere il proprio figlio. Ero riuscita a fargli cambiare idea.

-Com’è cambiata la sua vita da quando ha iniziato lo scautismo?

Sono sempre stata una ragazza autonoma, però, molte volte le cose imparate a scout mi hanno aiutato con decisioni nella vita di tutti i giorni.

E come detto prima, gli scout per me sono diventati una seconda famiglia.

 

Ringraziamo Maria Angela Botta per la sua disponibilità. E’ stato veramente interessante ascoltare e imparare dalle sue risposte, ci ha fatto capire quanto sia appassionata allo scautismo e hai ragazzi che ne fanno parte.