Missione Pinguini: Un viaggio tra gli orrori del passato

Passeggiata nella Grande Guerra

Una visita al museo della Grande Guerra di Gorizia

Il tema della pace è stato scelto da noi proprio per riflettere sul fatto che il concetto stesso di pace implica la presenza di conflitti.
I nostri capi hanno ben pensato di inviarci in missione a visitare un museo sul primo conflitto mondiale, la cui conseguente tregua non è durata che vent’anni.

Per raggiungere Gorizia, la città dove avremmo trovato il nostro museo, abbiamo preso il fantasmagorico treno delle otto e diciassette diretto a Trieste Centrale (e passante per Gorizia C.le, la nostra meta):
Dopo due ore buone di treno, tra mirtillo, roast-beef & alleluia, siamo scesi per subito incamminarci, guidati da un vecchio conoscitore del posto (e di tutti i posti), conosciuto dai più (non noi) come Google Maps, alla volta del castello, vicino al quale era la sede dei musei comunali.
In mezza ora di cammino sotto il sole cocente abbiamo raggiunto un’altezza di poco più di 200 metri sul livello del mare, con la discreta vista di un paesaggio urbano confuso con il verde della zona del castello (ma gli alberi vicini erano più alti dei lontani palazzi? Dal nostro punto di vista si….(anche se si era scettici) ).

Grazie alla nostra minore età abbiamo avuto l’accesso gratuito ai musei della Grande Guerra, della Moda (e arti applicate), e di Archeologia. Ma a noi interessava la prima sezione.
Così è cominciata la nostra silenziosa e riflessiva visita, seguendo il percorso suggerito dall’ordine delle diverse stanze.
Un triste viaggio tra ricostruzioni di trincee, lettere ai cari, incisioni sulle lapidi, cartelli di propaganda, armi e divise, fotografie, futurismo interventista.

All’uscita dal museo, da sviluppare durante e dopo il pranzo, in un bello spazio verde ai piedi di un albero, ci è stata proposta un’attività di riflessione sulle emozioni provocate dalla visita, dal pensare a quegli orrori passati, ma tanto attuali in certe parti del mondo, non nella nostra realtà fortunatamente per noi: pensare al grande valore che ha la pace, anche se la diamo per scontata.
Una seconda attività proposta è stata di trovare, in breve tempo, sette parole che ci venivano in mente pensando alla pace, per poi trovarne sette rappresentative per l’equipaggio.
Libertà. Guerra. Ricostruzione. Silenzio. Diritto. Solidarietà. Rinascita.

Quando si è fatta l’ora siamo ripartiti per prendere il treno del ritorno delle quindici e quarantadue, dove abbiamo scritto parte di questo testo, per arrivare a destinazione alle sei meno un quarto.