Due righe sulle Officine 2017 a Venezia – “Una notte con il Doge”

La seconda edizione delle officine è andata benissimo!

Il tempo non prometteva niente di eccezionale, ma alla fine saranno scese, boh, sedici gocce di pioggia in tutto il weekend.

Io, Beatrice e Thomas, reduci da altre due uscite scout, abbiamo preparato l’Officina con entusiasmo e – com’era ovvio- qualche ora prima di “andare in scena” ci è salita su dallo stomaco quell’emozione tipica degli eventi come questo.

Poi sono arrivati i rover, puntualissimi, e l’ansia è volata via in un soffio. Come noi ai loro tempi, non hanno perso tempo a fare conoscenza: che nostalgia quei momenti!

Nel frattempo Vilma, Mara, Valli e Fabrizio, altri senior della Sezione che non ringrazieremo mai abbastanza, si sono trovati nella sede dove poi abbiamo dormito e hanno cominciato a preparare i chiccetti (ops, non dovevo dirlo? Era una sorpresa per quelli che verranno l’anno prossimo?) . Visto il pochissimo tempo in cui queste prelibatezze sono state spazzolate, penso sia stata un’ottima idea e ben gradita.

Dopo qualche gioco di conoscenza e un altro per un’idea generale sulla storia di Venezia, siamo andati a zonzo per calli e campielli a visitare una Venice By Night abbastanza tranquilla, ma sempre magica e seducente (almeno osservando le facce imbambolate dei ragazzi che guardavano per aria, rapiti). Siamo tornati in sede tardissimo ed ero già preoccupato che avrei fatto il cattivo, sgridandoli con “Silenzio!”, “A cuccia!”, “Non avete rispetto per chi invece vuole dormire?!” … e invece, dopo solo un minuto, è partito il primo a russare. Ho pensato “Fiuuuw!”

La domenica mattina, con le facce stropicciate, ma con ancora tanta voglia di visitare la città, abbiamo affrontato le tematiche del presente. I rover sono andati prima ad informarsi direttamente dai veneziani su alcuni aspetti della città e poi si sono accese delle belle discussioni sui pro o sui contro. L’attività richiedeva ai ragazzi di difendere o no un’idea indipendentemente dal loro punto di vista e si sono creati dei momenti molto spassosi.

Per ultima, la parte che ho aspettato di più, è stata quella del pranzo condiviso in cui avei voluto avere uno stomaco tre volte più grande e non fermarmi mai. Ognuno ha portato una specialità dalla propria città e se vi dico che c’erano Rover da Napoli o da Molfetta dovrebbe venirvi già l’acquolina in bocca. La tavola era piena di ogni ben di Dio, tra cui la focaccia barese, le sfogliatelle, la mortadella e l’erbazzone dall’Emilia Romagna, i pizzoccheri fatti a mano, il puzzone da Como …

Purtroppo le Officine durano sempre troppo poco. Arrivati ai saluti finali dobbiamo fare tutto di fretta (e questo aspetto, in sede di verifica, non viene mai menzionato perché la verifica la facciamo sempre PRIMA). I treni non aspettano nessuno e dobbiamo scappare a rate verso la stazione, troppo velocemente.

Non sono sicurissimo che l’abbiano fatto, perché non li ho visti, ma se mi chiedessero di scommettere uno spritz, direi che i ragazzi si sono come minimo scambiati i contatti prima di salutarsi con un bell’arrivederci, perlomeno per via elettronica. Vorrei dirgli di non preoccuparsi perché … le vie di BP sono infinite!

Ciao rover!, auguro a tutti voi di diventate capi unità e di non smettere mai di credere nello scoutismo.

Fate i bravi.

Dario, Grillo Ridens,

CoordS Venezia

 

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