Venezia3: Uscita CCP di Novembre: Equipaggio Stelle Marine

Ecco una delle svariate attività regionali che vede i nostri Capi e Vice Capi equipaggio, a imparare e interiorizzare vari argomenti per intraprendere al meglio il loro ruolo all’interno del reparto. Tra gli argomenti trattati ci sono la leadership, il rispetto e la comunicazione; ultimo ma non per importanza il trapasso di nozioni con gli altri ragazzi e Capi Unità provenienti da tutto il Veneto

Diario di bordo, Rovigo, 19-20 Novembre 2016.

E così inizia una nuova avventura. Oggi io e altri ragazzi del reparto Atlantide siamo partiti per un fantastico weekend a Rovigo. Una volta divisi nelle macchine e caricati gli zaini grandi più grandi di noi, ci siamo avviati verso la nostra meta. Arrivati alla sede scout Santo Stefano di Melara ( dove, ovviamente, ci aspettava la nebbia) ci siamo divisi per reparti di formazione. Blu, rossi e arancioni. L’incontro era infatti di portata regionale e interessava tutti i membri dell’alta pattuglia/equipaggio del terzo e quarto anno nella branca E. Dopo aver capito di essere nei blu, con nessuno che conoscevo, volevo sotterrare la testa stile struzzo, ma sorvolando su questo dettaglio…andiamo avanti. Abbiamo subito iniziato con le presentazioni, ci sono stati consegnati dei biglietti con stampate delle domande che dovevamo porre a tutti i ragazzi del gruppo. La mia domanda era «Quante lingue conosci? Dì un termine in una lingua straniera che conosci e che ti piace dire» e mi ricordo di un ragazzo che mi ha risposto con molta disinvoltura «Patate, potatoes». Inutile dire che mi sono piegata dalle risate. Le domande variavano dalle più serie a quelle più assurde del tipo: qual è il tuo genere di musica preferito? Qual è stata la figura peggiore che tu abbia mai fatto? Che libri leggi? Se sarestii potuto nascere in un altro periodo, quale sceglieresti? E così via. Dopo le presentazioni ci siamo cimentati tutti negli origami di barchette e ho capito di essere davvero negata per l’origami. Ero tutto un «Ehm, non ho capito» e da lì partivano le risate che coinvolgevano tutto il reparto di formazione. L’attività seguente è stato un gioco in cui le regole dovevamo deciderle noi. Mentre i ruoli, beh, quelli erano decisi dai capi. Solo loro potevano inventarsi dei ruoli tipo i troncati o i gemelli siamesi. E  siccome sono la persona più fortunata al mondo (la sentite l’ironia?) ero un gemello siamese. Ora, parliamone. Io sono alta un metro e uno sputo e avevo l’intera gamba legata a un tipo alto quanto un grattacielo. Le regole tipo: ‘quelli eliminati si siedono’ erano facili come una rapina in banca per le due coppie di gemelli. Però, logicamente, “le regole le avete inventate voi”. Ed ecco come i capi se ne sono lavati le mani. Peggio di Ponzio Pilato. La sera è stato il momento più significativo dei due giorni. Riuniti tutt’intorno al fuoco, in cerchio, ci siamo avvolti in un filo di lana che poi è stato bruciato con la fiamma della candela. Un vero e proprio simbolismo. Il filo infatti legava ognuno di noi al resto del cerchio e una volta bruciato il filo, lo abbiamo conservato. La mattina seguente, una volta svegli (alle sette e mezza. Io avrei ucciso qualcuno coalizzandomi con tutti quelli che, come me, il sabato VANNO A SCUOLA E SI SVEGLIANO ALLE 6) abbiamo chiuso gli zaini e ci siamo dilettati in un gioco impossibile. Con l’acqua. A novembre. Io non proverò mai a capire la mentalità dei capi dato che è più complessa del cubo di Rubik. Ma di certo non starò a dilungarmi su questo. Dopo il gioco abbiamo pranzato tutti assieme con ciò che ci hanno gentilmente preparato. Dopo il pranzo e le cerimonie formali questi due giorni erano terminati e siamo tornati verso casa. Mi sembra quasi inutile dire che io, Gregorio, Manfredo e Michele ci siamo divertiti. A questo punto non ho altro da aggiungere. Buona rotta.

ccp

 

Lisa, equipaggio Stelle Marine, Venezia 3.

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