Terremoto in Abruzzo -LA MIA ESPERIENZA-

Terremoto in Abruzzo -Che esperienza di vita- 

La Protezione Civile di Mestre, dopo che avevo espresso la voglia di partecipare, come cuoca, alle tendopoli dei terremotati, mi chiama.

Si parte sabato 6 giugno 2009 alle 05.30 del mattino, siamo in due auto totale 9 persone, ci presentiamo e via…alle 13.30 siamo al campo di Pianola al COM4 (centro operativo misto) assieme ai volontari di Vicenza.

Mangio velocemente un piatto di pasta ed alle 14.00 inizia la mia avventura come volontaria in Abruzzo.

Mi metto subito alle prese con pentole e pentoloni da lavare e preparare il caffè per rimboccare i thermos sempre in funzione…poi si passa subito alla preparazione della cena per 230 persone fino alle 18.00, ora posso andare a disfare lo zaino e prepararmi per la notte, ho solo mezz’ora, poi si ritorna in cucina fino alle 22.30 senza sosta.

Prima di andare a dormire, con Furio e gli altri decidiamo il da farsi per il domani, alle 05.30 la sveglia per andare a preparare le colazioni e la distribuzione iniziava alle 07.00 fino alle 09.30, poi nel frattempo preparazione del pranzo: 1 primo, 1 secondo e 5 contorni…il menù era standard per tutti i giorni della mia permanenza, inoltre si preparava anche la cena ed i secondi per il giorno dopo.


Eravamo occupati tutta la mattina  per darci la possibilità di riposarci nel pomeriggio, ma non riuscivamo mai a rilassarci un attimo era un continuo fino alle 23.00, non avevamo neppure il tempo di docciarci.

Nel frattempo con il passare dei giorni ci si affiata e ci si conosce di più ed iniziano ad esserci delle perfette intese tra di noi, tanto che ci scappa anche un po’ di divertimento, tra ranconti e barzellette arrivavano anche gli addetti del campo con altri volontari, così tutti assieme si prendeva un caffé e ci si divertiva con dei commenti e sorrisi che scaturivano dalle nostre battute…a volte servono a tirare su il morale…

Ad ogni pasto c’era un complimento e veniva apprezzato tutto quello che preparavamo; addirittura mele e pere cotte, spacciate per gelato caldo alla frutta.

Tra noi c’era Rosaria la caffettara, Lorenzo quello dell’acqua, Pier Aldo il pacere, io la vicecheff addetta ai primi e i contorni, Giuseppe il lavandaio, Mario faccio tutto io e poi…, Eugenio professore di latino che sbucciava 3 kg di carote in 4 ore, Ennio il pentolaio, Ketty fumatrice accanita in pausa, Callisto tappabuchi, Berto aiutava me a svuotare il colapasta pesantissimo, Lucio il cuoco che pretendeva sempre il massimo da tutti noi, ma quando qualcosa non gli garbava ci rimproverava all’esasperazione. Ognuno aveva un compito ed avevamo il nostro motto: “siamo una squadra fortissimi”.

Al mercoledì ho avuto l’occasione di seguire il gruppo disinfestatori a girare per le tendopoli degli abitanti, mi sono resa conto di quanto fortunati siamo, che abbiamo tutto quello che loro hanno perso la notte del 6 aprile. Ho avuto modo di parlare con le persone del posto che cercano in tutti i modi di risollevarsi, non è facile stare in tenda con 38° gradi fuori dove nemmeno i condizionatori aiutano, mentre alla notte la temperatura scende a 12°; un’escursione termica tremenda, non è facile per gli anziani alzarsi di notte per andare al bagno sopra ai gradini di un container wc, poi quando si alza il vento che in quella zona è fortissimo, vola via di tutto, ho rischiato 3 volte la pelle perché sono volate le tende con paleria della cucina e una tenda completa di reti e materassi.

Ho parlato con una famiglia che ha messo a disposizione il proprio giardino per formare una comunità di 30 persone che venivano a prendersi il cibo cotto e preparato da noi, inoltre, altre 100 persone usufruivano del nostro servizio.

Mentre ero lì la terra tremava ancora, ma devo dire che sarà perché eravamo sempre in movimento non ho mai sentito niente, mentre chi era seduto per mangiare si alzava e scappava e non capivamo fino a che non lo comunicavano per radio.

Alle 8.00 del mattino facevamo sempre l’alzabandiera ognuno con  la propria uniforme, io che rappresentavo nella PC il CNGEI raccontavo ai fratelli scout dell’AGESCI, che non ci conoscevano, quelle che erano le nostre peculiarità di Associazione Scout Laica, e ne andavo fiera.

Ho conosciuto Carabinieri, Finanzieri, Guardie Forestali, Vigili del Fuoco, Croce di Malta e funzionari vari e tutti ci hanno fatto gli applausi per il servizio svolto il Venerdì sera.

Sabato 13 giugno 2009 sveglia alla solita ora, tutti in cucina per preparare la colazione ed il pranzo come sempre, ma stavolta alle 11.00 è arrivato il cambio, noi allora siamo andati a prepararci i bagagli per ritornare a casa, Quante foto ci hanno fatto e quanti ricordi ci siamo portati a casa legati ad un po’ di commozione…Saluti, scambi di numeri telefonici e indirizzi e, subito già un rammarico, per lasciare tutte quelle persone stupende che come me hanno messo a disposizione il sostegno a queste persone ferite nell’intimo dei propri affetti…

il cuoco mi vuole ancora con lui in Agosto ed io, se sarò in grado, ci andrò di nuovo………….Questa è quello che posso fare per l’Abruzzo. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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